Perché lo sbadiglio è contagioso?

perché lo sbadiglio è contagioso

Dicono che un buon sbadiglio provoca altri sette sbadigli, ma perché? Per capirlo meglio, dobbiamo capire la funzione di tale comportamento. Lo sbadiglio si manifesta principalmente nei casi di stanchezza, fame, vigilanza ma anche difficoltà o desiderio sessuale, soprattutto tra le donne.

Perché lo sbadiglio è contagioso?

La spiegazione del contagio dello sbadiglio, scientificamente chiamato “ecocinesi sbadigliante”, si trova nel cervello. Gli scienziati hanno scoperto che guardare qualcuno sbadigliare attiva la regione del cervello che contiene “neuroni specchio”. Questi neuroni permettono di decodificare l’intenzione dell’altro. È la base dell’empatia, la capacità di percepire le emozioni di qualcun altro.

La ragione scientifica: attivazione dei neuroni specchio

Dunque la spiegazione scientifica risiede nei neuroni specchio, i quali vengono attivati nel nostro cervello non appena osserviamo una persona che esegue un’azione che attiva questi stessi neuroni in loro. Lo sbadiglio attiva nella persona di fronte a noi i suoi neuroni specchio, quindi attiverà anche i nostri neuroni specchio e provocherà il bisogno di sbadigliare.

Perché? Un’ipotesi evolutiva suggerisce che questa replica consentirebbe la sincronizzazione degli stati di vigilanza tra gli individui. In effetti, sbadigliare risveglierebbe il nostro cervello e ci aiuterebbe a focalizzare l’attenzione del gruppo.

L’impatto sociale di tale fenomeno

Da un punto di vista sociale, la comunicazione dello sbadiglio dipenderebbe piuttosto da una forte capacità di empatia. Inoltre, non tutti hanno la stessa sensibilità: quasi una persona su quattro non risponde o risponde poco a qualcuno che sbadiglia. L’esempio più lampante riguarda le persone con autismo che sembrano non rispondere a tale comportamento.

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L’intimità con lo sbadiglio influenza l’impatto del contagio: più la vicinanza è importante, più forti sono le probabilità di imitazione. Più sorprendentemente, questo modello è riprodotto anche a livello di specie: gli esseri umani rispondono più facilmente allo sbadiglio di uno scimpanzé che a quello di un uistitì.

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