Come aiutare giocando un bambino non vedente?

come aiutare giocando un bambino non vedente?

Il gioco è il metodo con il quale tutti i bambini si approcciano al mondo e ne imparano dinamiche e regole. L’importanza dell’aspetto ludico è ormai riconosciuta come indispensabile ai fini di garantire uno sviluppo psico-fisico adeguato.

Questa regola vale per ogni bambino, a prescindere dall’età e dalle eventuali situazioni particolari, così come per gli animali, infatti, è attraverso il gioco che i bambini imparano le regole base della vita, dai rapporti interpersonali alla gestione dei conflitti, fino ad arrivare al rispetto delle regole e delle diversità.

Questo aspetto è assolutamente valido anche nello sviluppo dei bambini non vedenti, i quali potranno trarre giovamenti davvero significativi da questo aspetto; vediamo, quindi, in che modo possiamo interagire con questi bambini nel modo migliore.

I bambini non vedenti, tramite il gioco e le regole che ne conseguono, impareranno in modo sano e naturale uno degli aspetti fondamentali della vita, l’accettazione di sè e del diverso, la condivisione degli spazi e degli oggetti con le altre persone, aspetto che, in questi particolari casi, è troppo spesso sottovalutato e sminuito. L’obbiettivo base di questo tipo di approccio, infatti, è quello di rendere il bambino consapevole e disposto alla socializzazione con il resto del mondo.

I tipi di gioco da proporre

Sono perfetti, al fine di aiutare lo sviluppo dei bambini con problemi di vista, tutti questi giochi che stimolano gli altri sensi, mantenendo alta l’attenzione dei piccoli.

Carillon o palestrine interattive risultano perfette a questo scopo, riuscendo a suscitare l’interesse de bambino che, in questo modo, riuscirà a migliorare la sua interazione con il mondo esterno.

Giocare insieme

Uno dei rischi che corrono i bambini non vedenti è quello di isolarsi dal mondo circostante vanificando, in questo modo qualsiasi tentativo di interazione con il mondo esterno. Per evitare tale isolamento è, quindi, fondamentale che gli adulti partecipino alle attività ludiche, condividendo con i piccoli i momenti di gioco, cercando, al contempo, di spronarli anche quando questi fanno fatica a dimostrarsi interessati.

Il gioco non è un dovere

Spronare i bambini, tuttavia, non significa imporgli il gioco o presentarglielo come un dovere. Questo tipo di atteggiamento, infatti rischia di far chiudere ulteriormente il bambino in se stesso, vanificando completamente gli effetti positivi di questo tipo di attività.

In caso di rifiuto, dunque, sarà fondamentale cercare di capirne le motivazioni ed aiutarlo a superare i propri limiti senza ansie o frustrazioni. Il gioco è, per definizione un momento di gioia e divertimento e tale deve rimanere; coinvolgere in questo tipo di attività altri bambini può rivelarsi una strategia vincente che permetterà al bambino non vedente di confrontarsi in modo sano e attivo con persone al suo pari, cercando, istintivamente di superare se stesso.

L’importanza della gratificazione

Altro metodo di sicuro successo al fine di rendere le attività ludiche piacevoli e stimolanti è quello della gratificazione. Spesso, infatti, i bambini non vedenti tendono ad essere insicuri e ad avere poca fiducia in se stessi. E’ per questo motivo che gratificarli, dicendo loro che sono stati bravi, spingendoli a giocare ancora e a dimostrare, prima di tutto a loro stessi, che possono migliorare nello svolgimento delle loro attività, aumenterà notevolmente la loro autostima e la gioia derivata dal gioco.

Per poter considerare il gioco un aiuto concreto, infatti, è di fondamentale importanza dedicare a questi momenti tempo e costanza, in modo tale da diventare un’abitudine giornaliera utilissima al bambino per migliorare in modo costante.

La manualità è uno degli aspetti da curare maggiormente in questi casi; i giochi di tipo tattile e sensoriale, quindi, sono quelli che, sulle lunghe distanze, daranno maggiori soddisfazioni, garantendo al bambino il giusto sviluppo psichico nonostante le evidenti limitazioni. Giocare utilizzando i sensi ha disposizione sarà un metodo validissimo per abituare il bambino a migliorare le proprie percezioni così da potersi misurare in modo attivo e costruttivo con il mondo che lo circonda.

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